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SANTA TRIDUANA / Il viaggio e le guarigioni di una donna dell'Asia Minore



In questa strana ibernazione, tra strade silenziose e cieli dai colori vividi seguo percorsi che normalmente non scelgo nella quotidianita'. Lungo il cammino di ieri, nel quartiere di Restalrig, ho incrociato una santa. Si chiama Triduana, visse intorno al IV e V DC. Una delle figure piu’ venerate nel medioevo ma che la Scozia di oggi sembra aver dimenticato.

In base a dei frammenti di leggenda sembra che la donna fosse nativa di Colossi in Asia Minore, all’epoca nella regione greca della Frygia, ora in Turchia. Dopo aver preso i voti, assieme ad altre consorelle sali' sull' imbarcazione del Vescovo di Patrasso - divenuto in seguito San Regolo - con una destinazione insolita; il vescovo aveva fatto un sogno strano, Sant’Andrea gli aveva chiesto di prendere le sue ossa conservate a Costantinopoli e di portarle nel luogo piu’ lontano. Con le reliquie a bordo la santa compagnia navigo' per alcuni mesi il Mediterraneo, le coste atlantiche e quelle del Mare del Nord fin quando prese la decisione di fermarsi a Kilrymont, oggi St Andrews. In questa terra lontana, abitata dai Pitti, Regolo fece erigere una cappella per la venerazione delle reliquie.

Triduana decise di rimanere a vivere in Scozia e fece dimora nella regione chiamata Angus. Amata e venerata dalla popolazione locale aiutava le persone con problemi di infezioni agli occhi. Secondo una leggenda - simile a quella di Santa Lucia – Nechtan, re dei Pitti, si innamoro’ di Triduana, le disse che aveva degli occhi bellissimi. Lei, per contrastare il corteggiamento decise di cavarsi gli occhi, li infilo' su un ramo spinato che fece recapitare al re. Da quel momento Nechtan perse ogni interesse per la ragazza. Triduana trascorse gli ultimi suoi anni a Restalrig, proprio il quartiere di Edimburgo che riscopro in questi giorni. In ricordo della santa gli abitanti del luogo costruirono una piccola chiesa vicino alla sorgente dove lei era solita curare i malati.

Si narra che molti pellegrini continuarono nel medievo a raggiungere Restalrig per bagnarsi gli occhi con l'acqua dalle qualita' curative. Divento’ uno dei luoghi sacri piu’ conosciuti in Scozia, frequentato dagli stessi reali tanto che nel 1477 Giacomo III ordino’ di ingrandire la chiesa. I documenti ci parlano di una splendida struttura che le fu dato lo status di collegiata del “Deanery of Restalrig”. Non abbiamo raffigurazioni purtroppo ma solo degli scritti che la descrivono a due piani, con ben 32 altari e il livello inferiore era abbellito da una copertura a volte. Nel giardino esterno vi era forse un capitolo e una fonte battesimale.

Con l’arrivo della Riforma Protestante le credenze legate ai santi vennero considerate superstizioni da sopprimere e il 21 dicembre 1560 l’Assemblea Generale decise la demolizione della chiesa. Le reliquie sparirono e dell’ edificio ne fecero una cava di pietre. Per tre secoli il sito fu abbandonato e lasciato a se stesso.

Quando nel 1836 fu deciso di costruire su quel campo la chiesetta di Santa Margherita, si credette che i resti della struttura esagonale fossero le rovine del capitolo e vennero interrati. Nel 1909 il Conte di Moray, proprietario della zona, decise di rimuovere la terra. Durante i lavori venne alla luce una faglia acquifera proprio sottostante le rovine e si riconobbe la vera identita’ della rovina: era l’antica cappella eretta sopra la sorgente, collegata con la chiesa presistente tramite un passaggio a volte. Il conte finanziandone il restauro aiuto' a preservare il suo ricordo fino ai nostri giorni.

Ancor oggi, l’8 ottobre, alcuni pellegrini convergono in questo luogo. E' una data che mi sono segnato sul calendario, il prossimo anno si aggreghera' un pellegrino in piu' a ricordare Triduana, la donna guaritrice arrivata dall'Asia Minore.


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MAPPA: Localizza qui la cappella di Santa Triduana

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